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Diplomazia economica

QUADRO COMPLESSIVO MACROECONOMICO DEL PAESE – 2023

I dati complessivi relativi all’anno 2023 mostrano che l’economia della Macedonia del Nord è in lenta ripresa, grazie soprattutto alla crescita della domanda estera per i prodotti macedoni e allo stimolo ai consumi privati, garantito tanto dalle rimesse estere quanto dalle misure di sostegno del governo.

Secondo l’Istituto di Statistica della Macedonia del Nord, la crescita economica nel 2023 è stata dell’1%. Il PIL è aumentato del 2.1% nel primo trimestre del 2023, ma nell’ultimo trimestre il tasso di crescita ha subito un rallentamento dello 0,9%. L’analisi dell’andamento dello scambio rileva un rallentamento nelle attività delle maggiori fabbriche del settore automotive che si è manifestato sia nella riduzione dell’importazione delle materie prime che nell’esportazione dei prodotti finiti. Andamenti negativi sono stati registrati in quasi tutti i settori principali dell’export macedone, ad eccezione dei prodotti alimentari (+9,5%), bevantde e tabacco (+11%), e macchine e mezzi di trasporto (+16%).

Secondo i dati pubblicati dall Ufficio di Statistica, la crescita economica nel 2023 è stata del 1%, al di sotto delle proiezioni iniziali del Ministero delle Fianze, che prevedeva una crescita del 2,3% e della Banca Centrale, che calcolava una crescita del 2.1%.  L’economia della Macedonia del Nord secondo le stime dovrebbe accelerare moderatamente nei prossimi due anni raggiungendo 2,5% e 2,9% nel 2024 e 2025 rispettivamente, grazie alla ripresa dell’attività economica a livello globale e soprattutto alla ripresa dei maggiori partner commerciali del Paese. La crescita a livello nazionale sarà stimolata soprattutto dai consumi privati e dalla crescita delle esportazioni. Per quanto concerne il settore bancario, la Banca Centrale  ha informato il pubblico che le riserve valutarie ammontavano a 4,5 miliardi di euro a fine dicembre con un aumento del 18% su base annua.

L’inflazione interna è scesa bruscamente al 3,6% a fine del 2023, con un allentamento sui prezzi dei generi alimentaeri e dell’energia, oltre che su categorie meno volatili.

I servizi costituiscono l’attività economica più corposa del Paese e tra questi prevalgono il settore bancario, ICT, assicurativo, turistico, commerciale (all’ingrosso e al dettaglio), logistico e dei trasporti. I più importanti settori produttivi sono: componentistica auto, siderurgico, alimentare, calzaturiero, tessile, tabacco, edilizia, chimico e minerario. Circa 73.000 piccole e medie imprese operano nel tessuto economico del Paese (il settore privato è di fatti molto sviluppato).[L1]

COMMERCIO INTERNAZIONALE E INVESTIMENTI DIRETTI ESTERI

La Macedonia del Nord presenta un forte grado di apertura al commercio internazionale, soprattutto verso l’area dell’Unione Europea, ed una forte dipendenza dalle importazioni internazionali. Nel 2023 gli scambi commerciali della Macedonia del Nord con l’estero hanno riportato una flessione pari al 4,7% rispetto all’anno precedente. Il valore complessivo di tali interscambi risulta essere pari a 19.471 milioni di euro con il deficit della bilancia commerciale che si e’ assestata a 2.825 milioni; mentre le importazioni hanno registrato una leggera flessione dell’8,1% rispetto allo scorso anno, raggiungendo 11.148 milioni di euro, mentre le esportazioni hanno registrato una lieve crescita dello 0,3% e hanno sfiorato 8.322 milioni di euro.

Nella struttura delle esportazioni macedoni prevalgono catalizzatori di materiali preziosi, conduttori per veicoli, aeroplani e navi, ferro nichel e componenti per sedili auto. Nella struttura delle importazioni prevalgono i derivati petroliferi e oli minerali, leghe di platino, crude o in polvere, energia elettrica e prodotti chimici.

RAPPORTI ECONOMICI BILATERALI E OPPORTUNITA’

Secondo i dati diffusi dall’Istituto di Statistica della Macedonia del Nord, nel  2023, l’interscambio commerciale tra Italia e Macedonia del Nord ammonta a 701 milioni di euro, in calo dell’6,2% rispetto allo stesso periodo del 2022.  Complessivamente, l’Italia risulta essere l’ottavo Paese-partner commerciale di Skopje, con una quota totale del 3,6%.

Le esportazioni italiane nel 2023 hanno subito una flessione del 27,8%, per un valore complessivo di 206.3 milioni di euro, che si deve quasi esclusivamente alla flessione delle importazioni di prodotti della siderurgia: ferro, ghisa, accaio e ferroleghe -50%, e degli apparecchi per uso domestico -77%.

Le importazioni italiane dalla Macedonia del Nord, nel 2023, hanno sfiorato i 494 milioni di euro, +7,1% rispetto allo stesso periodo del 2022. Nella struttura delle importazioni italiane dalla Macedonia del Nord prevalgono: prodotti della siderurgia, calzature, elettrodomestici, altre macchine di impiego generale, carne lavorata e prodotti a base di carne, strumenti e forniture mediche e dentistiche, articoli in gomma e articoli di maglieria.

Lo stock degli investimenti italiani in Macedonia del Nord a dicembre 2022 risultava essere pari a 163.97 milioni di euro, unidicesima posizione nella graduatoria dei paesi investitori.

Conclusivamente[L2] , è bene rimarcare che la partecipazione di aziende italiane nelle gare d’appalto nazionali ed internazionali nei settori agricolo, energetico, ambientale e dei trasporti sia complessivamente buona, sebbene vi siano ulteriori margini di incremento, anche in considerazione delle ottime relazioni bilaterali tra i due paesi e con riferimento ad ulteriori ambiti di interesse.

A partire dal 2020, peraltro, il governo della Macedonia del Nord pubblica ogni anno un “Bando per investimenti strategici” (il nuovo bando scade il 30.01.2024). Sono considerati di importanza strategica i progetti che portano un contributo significativo alla crescita economica, creazione di un numero sostanziale di posti di lavoro e introduzione di nuove tecnologie che aumentino la capacità produttiva del Paese. Gli investimenti “strategici” devono essere dell’importo minimo di 50 milioni di euro (zona di Skopje) oppure 100 milioni di euro qualora estesi sul territorio di almeno due municipalità. I settori prioritari sono:

– Energia e infrastrutture;

– Trasporti e telecomunicazioni;

– Turismo;

– Industria manifatturiera;

– Agricoltura;

– Gestione di rifiuti;

– Informatica e soluzioni digitali;

– Scienze e sport.