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Inaugurazione a Bitola del monumento alla memoria dei soldati italiani che combatterono sul Fronte Macedone della I Guerra mondiale (1916-1918)

Data:

30/03/2019


Inaugurazione a Bitola del monumento alla memoria dei soldati italiani che combatterono sul Fronte Macedone della I Guerra mondiale (1916-1918)

Il 29 marzo è stato inaugurato, a Bitola, il monumento dedicato alla memoria dei soldati italiani della 35ma Divisione di Fanteria inviati a combattere sul fronte macedone nella Prima Guerra Mondiale. Un contingente che arrivò a sommare oltre 50mila effettivi (più di un Corpo d'Armata), pur conservando la denominazione formale di “Divisione”, e che contò quasi 3mila caduti e oltre 5mila tra feriti e dispersi. Il contributo di sangue e di valore, ma anche logistico ed operativo (sono ancora visibili molti manufatti realizzati dal Genio dell’Esercito italiano in quegli anni), degli italiani sul fronte macedone fu determinante, come riconobbe già allora il Comando francese responsabile delle operazioni alleate su questo fronte. Una storia di sacrifici e onore meno conosciuta di quelle relative al fronte alpino, ma proprio per questo degna di essere ricordata e commemorata.

Monastir, l'attuale Bitola, fu il perno delle operazioni che videro protagonisti gli italiani. Le memorie della Grande Guerra qui sono ancora vive e il territorio mostra ancora i segni del conflitto, non dissimilmente da tante montagne italiane, dall'Altopiano di Asiago al Carso. Molti sono anche i cimiteri di guerra, i monumenti e i cenotafi dedicati agli altri eserciti belligeranti. Nulla, fino a oggi, era presente a ricordare i combattenti italiani, se non gli innumerevoli residui bellici ancora facilmente rinvenibili sulle alture a est della città (trincee e altre opere di acquartieramento, bossoli del Mod. 81, elmetti, resti di granate, gavette, ecc.). Gran parte dei caduti italiani sono infatti sepolti a Salonicco, altri a Sofia, mentre il monumento principale dedicato a tutti gli eserciti alleati e, quindi, anche ai nostri soldati si erge in territorio greco, a pochi chilometri dal confine con la Macedonia del Nord lungo la strada principale che, seguendo al valle del Vardar, congiunge Salonicco a Skopje.

A questa lacuna si era deciso di ovviare in occasione delle celebrazioni del Centenario della Grande Guerra, in stretta collaborazione con l'Addetto Difesa e anche grazie a un contributo finanziario di “Assoarma”. Il monumento, interamente ideato in Ambasciata nelle forme, nelle decorazioni e nelle iscrizioni, è stato realizzato da ditte locali e doveva essere collocato in loco a novembre scorso, data poi rinviata per il sopraggiungere di imprevisti procedurali e intoppi burocratici.

Il Monumento campeggia ora nel Parco Cittadino di Bitola, in posizione davvero eccellente, visibile e di grande passaggio, a pochi metri dall'ingresso principale del Parco.

Esso consta di un semplice basamento di travertino, adornato da due lastre di granito nero. La prima, posta sul fronte, contiene la riproduzione in scala dell'allegoria dell'Italia vittoriosa che sovrasta il feretro del Milite Ignoto all'Altare della Patria e un intarsio tricolore formato da tre blocchetti di marmo italiano di diverso colore (verde Aosta, bianco Carrara, rosso Verona); la seconda, posta a coronamento e rivolta verso il visitatore, riporta la seguente iscrizione (allineata al centro):

"Fronte macedone 1916-1918

Lontani dalla madrepatria, hanno combattuto sul Fronte macedone circa 50.000 soldati italiani. Quasi tremila i caduti, oltre cinquemila i dispersi e i feriti. I freddi numeri non possono raccontare le immani sofferenze patite, ne' misurare l'onore e il coraggio dei combattenti italiani in tre durissimi anni di guerra di trincea.

Che gli ideali di pace e di libertà possano ispirare le generazioni future.

A cento anni dal loro sacrificio in perenne memoria

l'Ambasciata d'Italia pose"

La cerimonia è stata aperta dai brevi indirizzi di apertura, nell'ordine, dell’Addetto Difesa, Col. Montalto, dell’Ambasciatore Romeo e della Sindaca di Bitola Natasha Petrovska. A picchetto, due Carabinieri in GUS e due militi dell'Esercito macedone in uniforme storica. Altri due Carabinieri in GUS hanno svelato il monumento e deposto la corona di fiori con il Tricolore. A seguire il Parroco Cattolico di Bitola, Don Pavle Shekerija, ha impartito la benedizione e, a conclusione della cerimonia, un trombettiere dell'Esercito macedone ha suonato il silenzio, in un'atmosfera di raccolta e commossa partecipazione. L'alta solennità degli onori militari è stata resa possibile non solo dalla cooperazione del Ministero della Difesa macedone, ma anche dei Carabinieri del MSU-KFOR di Pristina e delle altre nostre Forze Armate impegnate in Kosovo, tutte presenti a Bitola con loro rappresentanti in questa straordinaria occasione di memoria e di celebrazione.

Molto ampio anche l'impatto sui media, a cominciare dalle televisioni, che hanno ripreso la cerimonia e intervistato l’Ambasciatore, per continuare sulle agenzie di stampa, sui portali web e sui social network.

Più della visibilità immediata, tuttavia, assume valore la memoria che, per le generazioni a venire, il travertino e il granito della stele posta a Bitola sapranno trasmettere, perché non si dimentichi il valore e il sacrificio delle migliaia di soldati italiani che qui hanno combattuto e si raccolga il monito che essi ci lasciano, perché l’Europa non sia più divisa da fronti di guerra, ma unita da valori e istituzioni comuni.

 

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