Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK

Cooperazione economica

 

Cooperazione economica

QUADRO MACROECONOMICO DEL PAESE (2019)
Nel 2019 il PIL della Macedonia del Nord é cresciuto del 3,6%, segnando un netto miglioramento dell’attività economica rispetto
al biennio precedente, grazie alla dinamicità della domanda interna, l’aumento degli investimenti (+14,9%) e dei consumi
privati (+3% a livello annuo). D’altra parte il contributo delle esportazioni e’ stato negativo.
Nel mese di dicembre 2019 l’Agenzia internazionale di rating Fitch ha confermato il rating del Paese "BB+" con outlook stabile,
valutando positivamente la coerenza della politica macroeconomica e finanziaria come anche i parametri "doing business" e "governance".
L'economia macedone è concentrata principalmente nei settori dei servizi (circa il 63% del PIL) rispetto all’industria
(28,5%) e agricoltura (11,4%). Tra i servizi, si evidenziano i comparti: bancario, ITC, assicurativo, trasporti, turismo, commercio
all'ingrosso e al dettaglio, logistica e comunicazioni. I principali settori produttivi sono: componentistica auto, siderurgico,
alimentare, calzaturiero, tessile, tabacco, edilizia, chimico, minerario. Il tessuto industriale è dominato da piccole e medie
imprese (circa 70.000) presenti in tutti i settori economici. Oltre il 95% dell’economia è di proprietà privata.
Nel 2019, la produzione industriale è aumentata del 3,7%, merito quasi esclusivo dei settori: produzione di apparecchiature
elettriche (+14%), farmaceutico (+12,3%), produzione di veicoli (+10,9%) e industria chimica (+10,7%). I settori tradizionali
hanno segnato una discreta ripresa rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, pur con tassi di crescita modesti:
produzione di tessile (+7,5%), produzione di bevande (+6,6%), produzione di tabacco (+5,7%), produzione di alimenti
(+1,4%), ecc.

Nel periodo gennaio-dicembre 2019 il tasso di inflazione si è attestato sullo 0,8%, indotto prevalentemente dall’aumento dei
prezzi degli alimenti (+1,9%) e dall’inflazione di base (+0,6%).

Alla fine del 2019 il tasso di disoccupazione ha continuato la sua discesa raggiungendo il livello storicamente più basso degli ultimi
20 anni (17,3%, -3,4% rispetto al 2018), grazie all’aumento dei nuovi posti di lavoro (+5,3% a livello annuo) nei settori industria leggere, edilizia e ospitalità. Secondo l’Istituto di Statistica macedone, solo nel primo semestre dell’anno sono stati creati oltre 39.000 nuovi posti di lavoro nei settori: ICT, trasporto e stoccaggio, amministrazione, finanze, e servizi comunali. I settori di maggior impiego di mano d’opera sono: industria manifatturiera (19,7%), commercio all’ingrosso e al dettaglio (14,3%), agricoltura, silvicoltura e pesca (14%).

Nel 2019, la Banca Centrale macedone ha ridotto il tasso di riferimento dal 2,5% al 2,25%, rilassando ulteriormente la politica
monetaria in considerazione della stabilità dell’ambiente macroeconomico e monetario. Il settore bancario rimane sano e ben
capitalizzato: il tasso medio di adeguatezza del capitale a livello bancario è stato pari al 17%, (16,5% nel 2018). Nel 2019 l'attività di credito ha registrato un aumento del 6,4% a livello annuo con andamenti positivi sia nel settore dei crediti ad uso personale che quelli corporate.
Il debito pubblico a fine 2019 ammonta a 5.540 milioni di Euro (48,9% del PIL) in aumento di 338 milioni di Euro rispetto
al 2018, di cui 3.709 milioni di Euro per l’indebitamento con l’estero e 1.831 milioni di Euro per l’indebitamento interno. Per quanto riguarda il debito pubblico la Macedonia del Nord si classifica tra i Paesi mediamente indebitati secondo i parametri di Maastricht, ma rimane preoccupante il trend di crescita del debito in quanto in 9 anni è quasi triplicato e non è stato accompagnato da un'analoga crescita del PIL. Il debito pubblico è finanziato per il 50% sul mercato nazionale, principalmente con titoli di stato acquistati dalle banche commerciali e dai fondi pensionistici privati. Alla fine del terzo trimestre del 2019 il debito estero lordo della Macedonia del Nord è stato pari a 8.575 milioni di Euro (in aumento di 732 milioni di Euro rispetto al 2018) raggiungendo il 77,1% del PIL. Secondo questo parametro la Macedonia del Nord si classifica tra i Paesi altamente indebitati, tenendo anche conto della capacità di pagamento del debito.
Il Bilancio dello Stato per il 2020, adottato dal Parlamento il 22 dicembre 2019, si basa su una crescita del PIL del 3,8% e prevede
entrate complessive pari a 3,6 miliardi di Euro e un deficit di bilancio di 283 milioni di Euro, pari al 2,3% del PIL, diminuendo
di 0,2 punti percentuali rispetto a quello del 2018.
La Macedonia del Nord è una destinazione attraente per gli investimenti esteri non solo per gli importanti incentivi fiscali ma anche per l'ambiente d'affari che è "investor friendly": secondo il Rapporto "Doing Business" 2019 della Banca Mondiale, la Macedonia del Nord si colloca al 10° posto (su 190 Paesi); si tratta di un risultato prestigioso ed in continuità con quello degli ultimi anni (solo altri quattro Paesi europei rientrano nei primi dieci: Danimarca, Norvegia e Gran Bretagna).

Il Paese offre numerose agevolazioni fiscali tra cui una tassa sul profitto del 10%, tra le più competitive in Europa, e l’equiparazione tra investitori esteri ed investitori nazionali, senza limitazioni alcune sul rimpatrio dei profitti conseguiti sul suolo macedone. Ulteriori incentivi per gli investitori stranieri vengono forniti nelle c.d. "Zone di sviluppo tecnologico e industriale", zone franche situate in prossimità delle principali città (tra cui la capitale Skopje) nelle quali gli investitori possono beneficiare di esenzioni dalla tassa sugli utili e dall’imposta personale, per un periodo di 10 anni. Alcuni incentivi speciali riguardano esclusivamente gli investitori esteri che investono nelle zone franche e includono sovvenzioni fino all’importo massimo annuo di 300.000 Euro per chi ha accordi di subfornitura con società locali (almeno 15% degli acquisti di materie prime). Il sostegno agli investimenti di particolare interesse per il Paese riguarda gli investimenti di capitale nel valore superiore di Euro 4 milioni e 300 nuovi posti di lavoro, oppure investimenti nell’importo superiore di 20 milioni di euro. L’aiuto finanziario del Governo macedone in questi casi, in conformità alla Legge per controllo dell’aiuto statale, potrebbe arrivare fino al 50% del totale dei costi dell’investimento. Le forme del sostegno includono: rimborso di danaro equivalente all’importo dell’IRPEF pagato sugli stipendi del personale locale per un periodo di 10 anni; rimborso in danaro equivalente all’importo della tassa sul profitto pagata per un periodo di 10 anni; contributo a fondo perduto nell’importo del 10% del valore dell’investimento per 3 anni (importo massimo 1.000.000 di euro), contributo a fondo perduto per impiegato che viene pagato il 50% di più rispetto allo stipendio minimo stabilito per legge.

 

COMMERCIO INTERNAZIONALE
La Macedonia del Nord presenta un forte grado di apertura al commercio internazionale, soprattutto verso l’area dell’Unione Europea, ed una forte dipendenza dalle importazioni internazionali. L’interscambio commerciale nel periodo gennaio-dicembre 2019 è aumentato del 10% rispetto allo stesso periodo del 2018 e ammonta a 1488 miliardi di Euro. Con 6.423 miliardi di Euro le esportazioni sono cresciute del 9,6%; in aumento anche le importazioni del 10,3% per un controvalore di 8.463 miliardi di Euro. Il tasso di copertura delle importazioni è stato pari al 75,9%, mentre il deficit commerciale ha toccato 2.039 milioni di Euro. L’analisi dell’andamento delle esportazioni macedoni rileva una ripresa della dinamicità rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto all’andamento positivo delle esportazioni provenienti dalle industrie nelle Zone franche del Paese (oltre il 50% del totale delle esportazioni) dai prodotti petroliferi (+33,26), alimentari (+15%), macchine e mezzi di trasporto (+14%) bevande e tabacco (+13%).
L’UE resta il tradizionale partner commerciale macedone, sia come mercato di destinazione (oltre 80% delle esportazioni macedoni) sia come mercato di provenienza (61% delle importazioni). I principali partner commerciali sono la Germania (quota del 27,4%), Gran Bretagna (7,47%), Grecia (5,75%), Serbia (5,74%), e Italia (4,3%). I principali Paesi fornitori della Macedonia del Nord nel 2019 sono stati la Gran Bretagna (quota dell'11,45%, valore su cui pesa l'importazione di materie prime e semilavorati per la produzioni di catalizzatori per auto da parte del maggiore investimento britannico nel Paese), Germania (11,35%), Grecia (8,1%), Serbia (7,16%), Cina (5,75%) e Italia (5,6%). I principali Paesi clienti della Macedonia del Nord nello stesso periodo sono la Germania (quota del 48,7%), Bulgaria (4,9%), Kosovo (4,6%), Serbia (3,8%) e Belgio (3,3%).

 

INVESTIMENTI DIRETTI ESTERI
Lo stock degli investimenti diretti esteri nel 2018 è stato pari a 4.697 milioni di Euro, ma la Macedonia del Nord rimane tra i Paesi con il più basso livello di IDE pro capite. I flussi di IDE al 30.09.2019 hanno raggiunto 131,3 milioni di Euro.
I Paesi che hanno maggiormente investito in questo periodo sono: Bahamas (45,3 milioni di Euro), Turchia (36,8 milioni di euro), Bermude (29 milioni di Euro), Slovenia (25,3 milioni di euro) e Germania (25 milioni di euro). La maggior parte (circa il 50%) dei flussi IDE nel 2019 ha riguardato il settore finanziario e assicurativo.

 

RAPPORTI ECONOMICI TRA ITALIA E MACEDONIA DEL NORD
Anche il 2019 si è confermato un anno positivo per la relazioni commerciali bilaterali. Secondo l'Istituto macedone di Statistica, l’interscambio commerciale tra i due Paesi è stato pari a 645 milioni di Euro, in aumento del 5% rispetto all'anno precedente grazie al nuovo significativo aumento delle proprie esportazioni. L'Italia rimane al 5° posto nella graduatoria dei Paesi partner commerciali della Macedonia del Nord, con una quota del 4,33%.

Le esportazioni italiane nel 2019 hanno sfiorato i 471 milioni di euro con un'altra ottima performance (+9,5% rispetto al 2018). Nella struttura delle esportazioni italiane prevalgono: macchine per impieghi speciali, cuoio conciato e lavorato, macchine di impiego generale, prodotti alimentari, articoli in materie plastiche, tessuti, calzature ed elettrodomestici. L'Italia si colloca al 6° posto nella graduatoria dei Paesi fornitori della Macedonia del Nord con una quota del 5,6% preceduta da Gran Bretagna (11,4%), Germania (11,3%), Grecia (8%), Serbia (7,1%) e Cina (5,7%). L’Italia si colloca inoltre al 6° posto nella graduatoria dei Paesi clienti della Macedonia del Nord con una quota del 2,7%.

Le importazioni italiane dalla Macedonia del Nord sono in declino del 5,4%, per un controvalore di 173 milioni di Euro, che
si deve quasi esclusivamente alla debole "performance" del settore calzaturiero (-40% a livello annuo). Nella struttura delle importazioni italiane prevalgono: prodotti della siderurgia, calzature, elettrodomestici, altre macchine di impiego generale, rifiuti, carne lavorata e prodotti a base di carne, strumenti e forniture mediche e dentistiche, articoli in gomma e articoli di maglieria.


Lo stock degli investimenti italiani in Macedonia del Nord a dicembre 2018 è pari a 122,7 milioni di Euro (fonte: Banca Centrale macedone) cui vanno aggiunti alcuni casi di acquisizione "off-shore" in parte riconducibili a capitale italiano. Nei primi 9 mesi del 2019 i flussi di IDE italiani sono stati pari a 11 milioni di Euro.

I principali investimenti italiani nel Paese riguardano le acquisizioni del Gruppo SOL di Monza (TGS, produzione
di gas tecnici), del Gruppo Formentini e Gino Cori (CIK, industria calzaturiera), del Gruppo Vitillo (produzione di tubi
idraulici), della Trafitalia (produzione di trasformatori elettrici), Diatec (industria della confezione), Condevo Spa
(produzione di componenti per caldaie). Vi è infine una forte partecipazione di aziende italiane alle gare d’appalto nazionali
ed internazionali nei settori agricolo, energia, trasporti e ambiente.

 

2020

Secondo l’Istituto di Statistica macedone, il PIL nel primo trimestre del 2020 e’ aumentato dello 0,2%, con modesto contributo dei consumi privati (+1,2%) e degli investimenti lordi (+0,5%) mentre l'industria ha registrato un declino del 5,1% principalmente a causa della chiusura degli stabilimenti nelle zone franche del Paese. Recentemente la Banca Centrale macedone ha stimato per l'anno in corso una contrazione del PIL del 3,5%, quale effetto della crisi pandemica e delle misure di lockdown assunte per contrastarla. Si tratta di una stima ancora parziale e soggetta a significativa volatilità a causa delle conseguenze della crisi sanitaria ancora incerte. Allo stesso tempo, l'Istituto di emissione prevede un significativo rimbalzo per l'anno successivo, quando il PIL dovrebbe aumentare del 4,7%. Concordemente alle stime effettuate per l'economia mondiale dalle principali IFI, anche la Banca Centrale macedone ritiene dunque che gli effetti della pandemia saranno in gran parte limitati all'anno in corso, tuttavia con un certo "trascinamento" per gli anni a venire, a causa di riduzioni del reddito potenziale che potranno essere riassorbite in un orizzonte temporale piu' lungo. Nel quadro previsivo della Banca, peraltro, non si esclude la possibilita' che la cosiddetta "seconda ondata" del contagio possa provocare nuovi impatti diretti e indiretti, questi ultimi causati da possibili nuove restrizioni amministrative e provvedimenti di "lockdown".

Nel primo trimestre del 2020 le esportazioni e le importazioni macedoni hanno registrato contrazione del 5,6% e del 3,6% rispettivamente.

Il debito pubblico al 31 marzo 2020 ammonta a 5.559,9 milioni di Euro (50,7% del PIL), in aumento di 19 milioni di Euro rispetto al 31 dicembre 2019, di cui 3.551,5 milioni di Euro per l’indebitamento con l'estero e 2.008,4 milioni di Euro per l’indebitamento interno. In risposta alla crescente domanda di finanziamenti necessari per contrastare gli effeti economici della pandemia, negli ultimi due mesi il Governo è dovuto ricorrere all’emissione del settimo Eurobond del valore di 700 milioni di euro (periodo di maturità: 6 anni; tasso d'interesse: 3,675%). Con questa operazione, insieme ai finanziamenti del Fondo Monetario Internazionale (176 milioni di euro), della Banca Mondiale (140 milioni di euro) e dell'Unione Europea (160 milioni di euro) si completano le esigenze finanziarie nel bilancio dello Stato che, secondo le previsioni del Governo, quest'anno avrà un deficit di 6,8% e impegni per debiti maturati pari a 705 milioni di euro.
Secondo l'FMI, il debito pubblico alla fine del 2020 raggiungera’ il 55,5% del PIL e rimmarrà quasi invariato nel prossimo biennio: 55,7% nel 2021 e 56% nel 2022.


Nel gennaio 2020, il Governo ha adottato la Legge sugli investimenti strategici ("Law on strategic investments") che prevede ulteriori incentivi e sussidi statali per progetti di investimenti ritenuti di importanza strategica per il Paese.
Il primo invito per la presentazione dei progetti, pubblicato l’11 maggio 2020, invita le aziende interessate a presentare le loro domande per status strategico dei progetti entro la fine di gennaio 2021. Saranno considerati di importanza strategica i progetti che portano un contributo significativo alla crescita economica, creazione di un numero sostanziale di posti di lavoro e introduzione di nuove tecnologie che aumentino la capacità produttiva del Paese. Gli investimenti "strategici" devono essere dell’importo minimo di 50 milioni di euro (zona di Skopje) oppure 100 milioni di euro qualora estesi sul territorio di almeno due municipalità. I settori prioritari sono:
- Energia e infrastrutture;
- Trasporti e telecomunicazioni;
- Turismo;
- Industria manifatturiera;
- Agricoltura;
- Gestione di rifiuti;
- Informatica e soluzioni digitali;
- Scienze e sport.

 

Relazioni bilaterali
A causa della crisi economica innescata dalla pandemia, nel periodo gennaio-marzo 2020 l’Italia è scesa alla 7ma posizione nella graduatoria dei Paesi-partner commerciali della Macedonia del Nord, con un interscambio bilaterale pari a 112 milioni di euro (-28% rispetto allo stesso periodo del 2019) e una quota totale del 3,4%. In questo periodo le esportazioni italiane in Macedonia del Nord hanno sfiorato i 79 milioni di euro (-28% rispetto allo stesso periodo del 2019) e l'Italia risulta all'8° posto nella graduatoria dei Paesi fornitori con una quota del 4.15% preceduta da Germania, Gran Bretagna, Serbia, Grecia, Bulgaria, Cina e Turchia. Anche le importazioni italiane sono in declino (-27,8%) per un controvalore di 32.8 milioni di euro e l'Italia si colloca all’11° posto nella graduatoria dei Paesi clienti della Macedonia del Nord con una quota del 2,3%, preceduta da Germania, Bulgaria, Kosovo, Serbia, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Ungheria, Grecia, Belgio e Romania.

 

 

  • Per richieste di assistenza alla sezione economico-commerciale clicca qui

Per informazioni generali relative agli affari in Macedonia del Nord, si veda il sito:


27