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Cooperazione economica

 

Cooperazione economica

QUADRO MACROECONOMICO DEL PAESE (2021)

Nel 2021 il PIL della Macedonia del Nord è aumentato del 4%; una significativa ripresa dovuta all’incremento degli investimenti pubblici, della mobilità, e dei consumi interni. La pandemia di Covid-19 ha tuttavia avuto ripercussioni sugli investimenti privati, che sono diminuiti rispetto al biennio 2018-2019, e sull’inflazione (+3,2%).

Secondo il Report redatto dalla World Bank al termine del 2020, la Nord Macedonia è il diciassettesimo Paese al mondo dove investire risulta vantaggioso (-7 posizioni rispetto all’anno precedente, pre-pandemia). La Banca Centrale ha previsto una crescita costante nel biennio 2022-2023, merito in parte della stabilità in ambito giudiziario e del “Piano di crescita accelerata” varato dal Governo, che ha come scopo principale l’incremento di investimenti pubblici, privati ed esteri. Le riserve valutarie macedoni sono aumentate dell’8,4% (3,6 milioni di Euro) nel 2021, garantendo la stabilità della valuta e del sistema bancario nazionali. L’agenzia internazionale Standard and Poor’s ha confermato il rating “BB-” con outlook stabile già ottenuto in precedenza dal Paese.

Il 63% del PIL macedone si concentra nel settore terziario, il 28,5% in quello industriale e l’11,4% nell’agricolo. I servizi che registrano l’attività economica più corposa sono il settore bancario, ITC, assicurativo, turistico, commerciale (all’ingrosso e al dettaglio), logistico e dei trasporti. I più importanti settori produttivi sono: componentistica auto, siderurgico, alimentare, calzaturiero, tessile, tabacco, edilizia, chimico e minerario. Circa 73.000 piccole e medie imprese operano nel tessuto economico del Paese (il settore privato è molto sviluppato).

Nel 2021, la produzione industriale è cresciuta dell’1,4%, anche se i principali settori produttivi hanno registrato flessioni negative nello stesso periodo: automotive (-25%), siderurgico (-33%), tessile (-30%) e produzione di macchine (-15%). Tra i pochi settori che hanno registrato crescita vi sono l’energetico (+18%), la produzione di tabacco (+175%), l’industria chimica (+34%) e la lavorazione di gomma e plastica (+27%).

Per fare fronte all’alto tasso di inflazione, l’Esecutivo ha deciso di abolire temporaneamente l’IVA sull’elettricità e ha proibito l’aumento dei prezzi per i prodotti di base. Inizialmente si prevedeva che a metà 2022 l’inflazione si sarebbe stabilizzata intorno al 2,5%, ma l’aumento del costo dell’energia e il conflitto in Ucraina non permettono di ritenere, per il momento, che l’inflazione subirà effettivamente un rallentamento.

A seguito della flessione della popolazione attiva (-1,4%), il tasso di disoccupazione è invece diminuito nel 2021, arrivando al 15,7% (-0,7% rispetto all’anno precedente). Il tasso di disoccupazione giovanile è però più alto (27,6%) e rappresenta un problema per la popolazione in fascia d’età 15-29 anni.

Nel mese di marzo 2021, la Banca Centrale ha ridotto il tasso di riferimento all’1,25%, il più basso del biennio. Così facendo, ha ulteriormente stabilizzato l’ambiente macroeconomico e monetario che fanno riferimento principalmente alla politica monetaria adottata dal Governo.

A fine 2021, il debito pubblico del Paese ha raggiunto il 60,8% del PIL (pari a 7.135 milioni di Euro, +652 milioni rispetto al 2020). Più della metà del debito pubblico (4.669 milioni di Euro) è frutto dell’indebitamento contratto dalla Macedonia del Nord con paesi esteri. Con questo aumento del debito pubblico, la nazione entra nella fascia di “paesi altamente indebitati” secondo i criteri di Maastricht. L’obiettivo della “Strategia per la gestione del debito pubblico 2020-2025” varata dal Governo prevede una riduzione del debito fino a stabilizzarsi sul 58,8%, ovvero sotto il limite del 60% individuato dai criteri di Maastricht. A dicembre 2021, il debito estero lordo è stato di 9.547 milioni di Euro (+917 milioni di Euro rispetto all’anno precedente), raggiungendo quindi l’81,4% del PIL.

Il Bilancio dello Stato per il 2022 prevede però una crescita del PIL pari al 4,6% e una spesa pubblica di 4,4 miliardi di Euro.

COMMERCIO INTERNAZIONALE E INVESTIMENTI DIRETTI ESTERI

La Macedonia del Nord presenta un forte grado di apertura al commercio internazionale, soprattutto verso l’area dell’Unione Europea, ed una forte dipendenza dalle importazioni internazionali. L’interscambio commerciale nel periodo gennaio-dicembre 2021 è aumentato del 23,8% rispetto allo stesso periodo del 2020 e ammonta a 16.560 milioni di Euro. Con 6.922 milioni di Euro le esportazioni sono cresciute del 19,8%. Sono aumentate anche le importazioni (+26,9%) per un controvalore di 9.630 milioni di Euro. Il tasso di copertura delle importazioni è stato pari al 71,8%, mentre il deficit commerciale ha toccato i 2.715 milioni di Euro.

È rilevabile una ripresa della dinamicità nelle esportazioni macedoni rispetto all’anno precedente, grazie, in particolar modo, all’andamento positivo delle esportazioni di prodotti chimici (+ 36,2%), oli di origine animale e vegetale (+ 75%) e oli e grassi minerale (+ 56,5%). Per quanto riguarda le importazioni, invece, si è verificato un notevole incremento (+ 26,8%) esteso a quasi tutti i raggruppamenti tra cui i principali sono stati oli e grassi di origine minerale (+ 70,4%), prodotti chimici (+ 40,8%), oli e grassi di origine vegetale (+ 32,6%), bevande e tabacco (+ 30%), macchine e mezzi di trasporto (+ 22%).

L’UE resta il tradizionale partner commerciale macedone, sia come mercato di destinazione (oltre il 77% delle esportazioni macedoni) sia come mercato di provenienza (46% delle importazioni).

A margine di queste considerazioni, è bene sottolineare il peso degli investimenti diretti esteri in Macedonia del Nord. Nel 2020 lo stock degli IDE è stato pari a 5.852 milioni di Euro (54,4% del PIL) di cui 4.479 milioni di Euro in capitale e 1.372 milioni in strumenti di debito.

RAPPORTI ECONOMICI BILATERALI E OPPORTUNITA’

Nel 2021 l’Italia era in 8^ posizione nella graduatoria dei paesi-partner commerciali della Macedonia del Nord, con una quota del 3,77%. Secondo l'Istituto macedone di Statistica, l’interscambio commerciale tra i due Paesi è stato pari a 625.2 milioni di Euro, in aumento del 29,7% rispetto all'anno precedente.

Le esportazioni italiane nel 2021 hanno sfiorato i 471.6 milioni di Euro con un'altra ottima performance (+23,2% rispetto al 2020). Nella struttura delle esportazioni italiane prevalgono: macchine per impieghi speciali, cuoio conciato e lavorato, macchine di impiego generale, prodotti alimentari, articoli in materie plastiche, tessuti, calzature ed elettrodomestici.

Le importazioni italiane dalla Macedonia del Nord sono in aumento del 45,1%, per un controvalore di 207.6 milioni di euro, che si deve quasi esclusivamente alla ripresa delle importazioni di prodotti della siderurgia (+ 25%), altre macchine per impiego generale (+ 63,3%), apparecchi per uso domestico (+ 50,9%), metalli di base preziosi e altri metalli non ferrosi (+ 258%), e carne lavorata e conservata (+ 83,7%). Nella struttura delle importazioni italiane dalla Macedonia del Nord prevalgono: prodotti della siderurgia, calzature, elettrodomestici, altre macchine di impiego generale, carne lavorata e prodotti a base di carne, strumenti e forniture mediche e dentistiche, articoli in gomma e articoli di maglieria.

Lo stock degli investimenti italiani in Macedonia del Nord a dicembre 2020 è stato pari a 135.7 milioni di Euro secondo la Banca Centrale macedone, a cui vanno aggiunti alcuni casi di acquisizione "off-shore" in parte riconducibili a capitale italiano.

Conclusivamente, è bene rimarcare che la partecipazione di aziende italiane nelle gare d’appalto nazionali ed internazionali nei settori agricolo, energetico, ambientale e dei trasporti sia complessivamente buona, sebbene vi siano ulteriori margini di incremento, anche in considerazione delle ottime relazioni bilaterali tra i due paesi e con riferimento ad ulteriori ambiti di interesse. A partire dal 2020, peraltro, il governo della Macedonia del Nord pubblica ogni anno un “Bando per investimenti strategici” (quella in essere scadrà il 30.01.2023). Sono considerati di importanza strategica i progetti che portano un contributo significativo alla crescita economica, creazione di un numero sostanziale di posti di lavoro e introduzione di nuove tecnologie che aumentino la capacità produttiva del Paese. Gli investimenti "strategici" devono essere dell’importo minimo di 50 milioni di euro (zona di Skopje) oppure 100 milioni di euro qualora estesi sul territorio di almeno due municipalità. I settori prioritari sono:

- Energia e infrastrutture;

- Trasporti e telecomunicazioni;

- Turismo;

- Industria manifatturiera;

- Agricoltura;

- Gestione di rifiuti;

- Informatica e soluzioni digitali;

- Scienze e sport.

 

 

 

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