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Il Governo introduce la lingua italiana nel sistema scolastico macedone

Data:

09/04/2018


Il Governo introduce la lingua italiana nel sistema scolastico macedone

Lo scorso 6 marzo, durante la 57ma seduta del Consiglio dei Ministri del Governo macedone, è stato discusso ed approvato il punto all'ordine del giorno relativo all'insegnamento della lingua italiana nelle scuole pubbliche della Macedonia. Con tale decisione la nostra lingua entra ufficialmente nel sistema scolastico macedone come seconda lingua straniera (a scelta) a partire dall'anno scolastico 2018-2019, dopo un'ingiustificata esclusione che risaliva al 2008.

Si tratta di un risultato straordinario, ottenuto dopo anni di grandi sforzi che hanno visto l’Ambasciata impegnata in prima fila, nella sua prioritaria politica di promozione della lingua e cultura italiana, insieme ad enti ed associazioni del settore culturale-accademico. Tutte le componenti interessate - tra cui ricordiamo il Dipartimento di Italianistica della Facoltà di Filologia “Blaze Koneski” dell’Università “SS. Cirillo e Metodio” di Skopje, l'Istituto Dante Alighieri di Skopje e da ultimo - ma solo dal punto di vista temporale – l’”Associazione dei Professori di italiano in Macedonia” - hanno infatti svolto un capillare lavoro di penetrazione nel territorio per rendere appetibile, prima ancora che possibile, l'insegnamento della nostra lingua, veicolo di cultura a più livelli (arte, letteratura, cinema, musica, cucina) ed espressione del nostro eccezionale patrimonio culturale.

Il costante contatto con la realtà delle scuole ed università (pubbliche e private) locali, realizzato attraverso le sistematiche visite dell'Ambasciata, donazioni di libri, premi agli studenti più volenterosi, borse di studio agli universitari, scambi di docenti e rapporti di partenariato con scuole e università italiane, l'ininterrotta presenza dei lettori MAECI, la quantità e qualità degli eventi culturali organizzati dall'Ambasciata che hanno visto la presenza di intellettuali di spicco - solo per citare gli ultimi in ordine cronologico, Claudio Magris a novembre 2017 e Luigi Faccini nelle scorse settimane - sono tra i più significativi elementi che hanno costituito il fertile “pabulum” su cui è stato poi possibile vedere nascere l'esigenza sempre più avvertita di istituzionalizzare a livello politico una richiesta “dal basso”. In tale contesto, un ringraziamento va alla sensibilità del MAECI che non ha mai fatto venir meno il sostegno all'azione dell'Ambasciata nella sua politica culturale.

A fronte del numero crescente di giovani che, negli ultimi anni, si sono avvicinati allo studio della lingua italiana per motivazioni culturali, didattiche ed economiche, finora nella scuola pubblica macedone non era stata riconosciuta giuridicamente la possibilità di scelta dell'italiano come seconda lingua.

Il nuovo Governo guidato dal Primo Ministro Zoran Zaev ha dimostrato fin dall’inizio grande sensibilità nei confronti della diffusione della lingua italiana.

Gli ultimi dati in nostro possesso sulla scuola primaria e secondaria parlano - oggi - di circa trenta scuole pubbliche disseminate nel Paese che hanno già attivi corsi di italiano, insegnato come materia facoltativa (nella maggioranza dei casi come terza lingua straniera, ma non parte del curriculum) a circa 1650 alunni.

Con il nuovo status acquisito dalla nostra lingua all'interno del curriculum scolastico è lecito attendersi, almeno nel medio periodo, una maggiore diffusione dello studio dell'italiano, con un incremento sia del numero degli studenti che degli insegnanti. Ciò avrebbe come effetto secondario di non poca rilevanza anche l'ampliamento delle opportunità di lavoro per i giovani laureati in lingua e letteratura italiana.

A questo proposito, lo scorso 16 marzo, è stata organizzata in Ambasciata una riunione di “sistema” nel settore della promozione della lingua e cultura italiana invitando le responsabili della Cattedra di italiano dell’Università Cirillo e Metodio, l'Istituto Dante Alighieri, la neo costituita Associazione dei Professori d'Italiano (l'Associazione - costituita alla fine del 2017, e che attualmente conta più di settanta insegnanti - ha lavorato alla stesura dei programmi scolastici, sia per le scuole primarie che per quelle secondarie) ed il lettore MAECI dell’Ambasciata, Prof. Marco Pescetelli.

La riunione ha avuto come scopo strategico quello di confrontarsi sulle prossime iniziative da intraprendere e di individuare le aree di intervento dove riprendere i contatti con Sindaci e dirigenti scolastici fondamentali per dare l'avvio a nuovi corsi nelle scuole. Il programma di visite inizierà già a partire dalla prossima settimana.

Non deve poi sfuggire che lo studio della lingua italiana - oltre che motivato da un genuino interesse per il nostro Paese e la nostra cultura - è legato anche a ragioni economiche. Negli ultimi anni è, infatti, in aumento l'interesse per la Macedonia da parte di aziende italiane qui attive in vari settori, il che ha reso concreta per i cittadini macedoni anche la possibilità di trovare occupazione presso le nostre compagnie.

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